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LABORATORIO CULTURALE

IL "FARMAKON" NELLA LETTERATURA GRECA E LATINA

Il  "farmakon" come intruglio magico, filtro o pozione, soddisfa nella letteratura, l’intima e fatale attrazione per l’arcano, il magico e l’occulto. Il tema della magia raccoglie, infatti, in sé la provocante lusinga e l’accattivante seduzione del soprannaturale, del prodigioso, del meraviglioso.
Il percorso si articola in tre punti:

Filtri e pozioni nell’Odissea.

Nell’Odissea, libro IV, Elena, conoscitrice esperta dei "farmaka" che la terra produce, che da Polidamna ha appreso l’arte di distinguere quelli "buoni" , da quelli "mortali" (vv.227-233), mesce nel vino degli ospiti un farmaco "che fuga il dolore e il ricordo di tutti i malanni". (Od., IV, 227-233: Tali "farmaka" ingegnosi aveva la figlia di Zeus, / efficaci, che Polidamna le aveva dato, la sposa di Tone, / egizia, là dove la terra che dona frumento produce / moltissimi "farmaka", molti buoni, mescolati però/ con quelli mortali, e ciascuno è medico, / esperto al di sopra di tutti gli uomini: / infatti sono la stirpe di Peone.)

Un esempio analogo degli effetti obnubilanti del "farmakon" , si riscontra nell’Odissea, libro X (vv.235-236): Circe prepara un intruglio, unendo a del vino,"farmaka" malefici, perché gli uomini di Odisseo dimentichino completamente la terra paterna (Od.X, 235-236: ..mescolò con il vino di Pramno; / e univa al cibo "farmaka" malefici, / affinchè si dimenticassero completamente della terra paterna).

circe e ulisse
Circe e Ulisse - Skiphos - V sec. a.c.

Proprio Circe, la cui figura padroneggia imponente nel X libro, esercita il suo potere maneggiando filtri e pozioni. Ma contro il potere ineluttabile della magia nulla può il coraggio e l’intelligenza umana. Il "politropos" Odisseo dovrà assumere un "farmakon" ricavato dalla magica erba "Moly", come antidoto per annullare su di sé gli effetti della magia di Circe, e solo un dio, Ermes, può iniziarlo alla pratica magica.

(Od.X, 286-292: Suvvia, ti libererò dai pericoli e ti salverò; / ecco, entra nella casa di Circe con questo benefico farmaco; / il suo potere ti proteggerà da un giorno funesto./ Ti rivelerò anche tutti gli intenti rovinosi di Circe; / ti preparerà una pozione, e nel cibo ti metterà dei "farmaka"; / ma in questo modo non potrà farti l'incantesimo; / non lo permetterà il benefico farmaco che ti darò, / e ti spiegherò ogni cosa.
Od.X, 302-306: Dopo aver detto così, l'Argheifonte mi diede un "farmaco", / strappandolo dalla terra e me ne mostrò la natura./ La radice era nera, il fiore simile al latte./ "Moly" la chiamano gli dei, strapparla è difficile per i mortali; / ma gli dei tutto possono.
Od.X, 316-317: Preparò per me un intruglio in una coppa d'oro, / affinchè bevessi, vi mise il "farmaco", pensando mali nel cuore.
Od.X, 326-327: Stupore mi prende, poichè bevi questo "farmaco", / ma non sei incantato, nessuno, infatti, nessun altro / uomo sopportò questo farmaco.
Od.X, 388-396: Così dicevo, Circe uscì attraverso la sala / tenendo nelle mani una verga, aprì le porte del porcile, / li condusse fuori, simili a porci di nove anni./ Essi poi le stavano di fronte, ed ella / andando fra loro, li ungeva con un altro "farmaco"./ Dalle membra sparirono i peli, che /  il funesto "farmaco" prima generò, / che Circe sovrana diede loro: / furono di nuovo uomini, più giovani di quanto / erano prima, e molto più belli e grandi a vedersi).

 

Marianna Negrini