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la mandragola

LABORATORIO CULTURALE

IL "FARMAKON" NELLA LETTERATURA GRECA LATINA

 

Alchimie nella tragedia.

Spostandoci, poi, nell’ambito del teatro greco del V sec., in particolare nelle tragedie euripidee "Andromaca" e "Medea", si conosce una nuova caratteristica del "farmakon", che si assimila alla funzione e ai poteri attribuiti, nell’opera teatrale "Mandragola", all’erba medesima.

Nella prima delle due citate tragedie di Euripide, Ermione, consorte di Neottolemo, addebita la propria sterilità ai "farmaka", cioè agli influssi negativa, di Andromaca, concubina del marito.(Andr., 32-35:Dice infatti che con filtri oscuri / la rendo sterile e odiosa al marito,/ che io stessa voglio abitare in questa casa al posto suo / allontanandola a forza dal talamo.

id., 155-158: Tu che sei schiava e catturata in guerra / vuoi impadronirti di questa casa cacciandomi /e io sono odiata da mio marito a causa dei tuoi filtri, / per causa tua il mio ventre è sterile e inutile.

id., 205-206: Il tuo sposo ti odia ma non a causa dei miei filtri, / ma per il fatto che non sai riuscire ad essere gradita a chi vive con te.

id., 355-360: Se io infatti do filtri a tua figlia / e rendo sterile il suo ventre, come lei dice, / volente, non già nolente, e non precipitandomi presso gli altari / spontaneamente renderò conto a tuo genero, a cui devo un non piccolo danno, / poichè ho causato la sterilità di Ermione.)

medea
Medea - Hydria attica- V  sec.
Nella "Medea", invece, la fiera protagonista, promette ad Egeo, in cambio dell’ospitalità, di guarire con i suoi "farmaka" la sterilità che affligge la coppia reale. (Medea, 716-718: Tu non sai la scoperta che hai fatto; / farò cessare la mancanza di figli nella tua casa /e ti renderò capace di generare una prole di figli: conosco i "farmaka").

Marianna Negrini