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la mandragola

LABORATORIO CULTURALE

L’ARCANA MAGIA DELLA MANDRAGOLA

I secoli XV e XVI segnano la rinascita dell’interesse per lo studio della natura, sia dal punto di vista filosofico, sia dal punto di vista magico. Più in generale conosce una rinnovata vitalità anche lo studio della flora e della fitoterapia, come, per esempio, testimoniano le numerose collezioni naturalistiche dell’età medicea e le opere di Ulisse Aldovrandi. Ma questo non è altro che il punto d’arrivo di un lungo percorso che, iniziato nel mondo antico, trova nel Medioevo il suo momento di massima specializzazione (p. es. Scuola medica di Salerno). L’hortus sanitatis medioevale è il viridarium officinale (Camporesi, La carne impassibile, Milano 1983, p.194) e sulla società, immersa anche fisicamente nel verde, i poteri magici delle erbe esercitano una notevole suggestione.

"La Mandragola" di Machiavelli nasce in una "dimensione mentale impregnata di mitologie vegetali" (Camporesi, op.cit., p. 222-223), di cui, forse, la Bibbia (Genesi, 30, 14 e sg.: concepimento del quinto figlio di Lia e Giacobbe) ci offre la più antica menzione.

mandragola estirpata dal cane
Mandragola estirpata da un cane

Durante tutta l’antichità la mandragola fu oggetto di credenze di ogni sorta, basate in parte sulle sue reali proprietà tossicologiche e farmacologiche, in parte sul fatto che le sue radici richiamano spesso la forma umana. I Greci e i Romani la utilizzavano nella composizione di filtri amorosi, e riconoscevano una varietà "maschile" e una "femminile" della pianta. La sua raccolta era circondata da ogni sorta di precauzioni magiche. Plinio il Vecchio consiglia di farla sradicare da un cane, legando la pianta alla coda dell'animale. Si riteneva che la pianta potesse far nascere l'amore, vincere la sterilità (ed è proprio quest'ultima ad essere oggetto di satira nella Mandragola del Machiavelli), far arricchire chi la trovava. Le streghe si cospargevano di un unguento di mandragola prima di recarsi al sabba; radici di mandragola rozzamente scolpite venivano utilizzate negli incantesimi. La pianta era venduta a prezzi così elevati che veniva adulterata con radici di altre piante. Nelle leggende rabbiniche, l'albero del paradiso terrestre sarebbe la mandragola.

 

Elisa Dompieri