E-mail to:

la_mandragola250_piccola.jpg (4788 byte)

LABORATORIO LETTERARIO

LA CARATTERIZZAZIONE LINGUISTICA DEI PERSONAGGI

Machiavelli, nella "Mandragola", non solo ha usato "termini e motti" locali (cfr. "Discorso intorno alla nostra lingua"), ma ha saputo anche connettere le caratteristiche linguistico-espressive dei diversi personaggi alle loro connotazioni ideologiche e psicologiche.

Nicia si esprime con un linguaggio basso e spesso volgare, infarcito di idiotismi e proverbi tipici fiorentini, sintomo di una mentalità gretta e provinciale e di una meschinità sia morale che intellettuale.

Callimaco adotta il linguaggio classico dell’innamorato che declama i propri sentimenti e si autocommisera.

Ligurio è asciutto e concreto quando incarna i panni del regista dell’azione e si rivolge a Callimaco, è incline, invece, ai motti in fiorentino (I,2) e ai doppi sensi (IV,9) quando parla con Nicia.

Fra’ Timoteo si esprime con il linguaggio tipico della Chiesa, che, tuttavia, svuota di ogni vero significato religioso.

Lucrezia, infine, usa un linguaggio spesso solenne e sostenuto stilisticamente, indice del carattere morale del personaggio (cfr. Russo e Ferroni).

Alcuni usi linguistici notevoli sono stati schedati atto per atto:
Atto I, Atto II, Atto III, Atto IV, Atto V

                                                                                                                          Manuel Ficial