E-mail to:

la_mandragola250_piccola.jpg (4788 byte)

LABORATORIO LETTERARIO: IL TEATRO ANTICO

IMITAZIONE DEL TEATRO ANTICO


La vicenda della Mandragola si svolge in cinque atti, secondo le tradizionali unità di tempo e di luogo, e pur nella sua originalità, risente, in sintonia con i gusti letterari dell’epoca, di taluni influssi del teatro latino e greco, in particolare di Terenzio (prologo), di Aristofane (aggressiva autodifesa nel prologo) e di Plauto.

Personaggio-tema è il parassita, che, già presente nella commedia plautina, assurge qui a vero motore dell’azione, assumendo i compiti tradizionalmente affidati al servus. Ligurio appare come un attento osservatore della realtà che lo circonda, sempre pronto ad intervenire a favore di Callimaco.

Il parasitus era uno dei personaggi più buffi e curiosi, caratterizzato da fame insaziabile e da un’incredibile rapacità, ed era spesso fonte di rovina economica per chi decideva di mantenerlo a proprie spese (ed al suo protettore non lesinava, peraltro, ironiche battutine, come accade nel Miles Gloriosus, vv.19-24).

Nella Mandragola la figura dell’adulescens, a differenza dei giovani innamorati della commedia plautina (per esempio, Cistellaria e Curculio) – sempre languidi e sospirosi, perduti nei loro amori,– è più attivo.

commedia
Recita di commedia umanistica - G. Parabosco, Il pellegrino, Venezia 1552

Callimaco, pur abbandonandosi spesso a poetici e perciò comici monologhi ("Misero a me! Sarà egli mai possibile che io viva in tanti affanni e perturbato da questi timori e queste speranze?" / "Ohimé, che io non trovo requie in alcun loco!", IV,1), appare, tuttavia, partecipe e consapevole del suo ruolo (come nella scena seconda dell’atto II, quando, grazie alla sua naturale abilità retorica, riesce ad accattivarsi la fiducia dello sciocco messer Nicia).

Ricalcando un espediente della palliata, Machiavelli fa ricorso alla tecnica dello scambio dei personaggi, creando un già collaudato effetto comico presente in molte commedie classiche (per esempio, Casina e Amphitruo) ed accrescendo, così, la complessità dell’intrigo.

Anche nella Mandragola, come già nella commedia antica, l’impiego di un registro stilistico spesso basso e volgare, simile al parlato, che a volte cade perfino nell’osceno e nel triviale, insistendo in particolare sullo spessore materiale delle cose, garantisce l’effetto comico e testimonia il vivo interesse dell’autore per la realtà in tutte le sue forme.

Gaia Puliero