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LABORATORIO LETTERARIO: I PERSONAGGI

LIGURIO, L’ACCORTO PARASSITA

"Tu conosci Ligurio, che viene continuamente a mangiar meco. Costui fu già sensale di matrimoni, dipoi s’è dato a mendicare cene e desinari; e perché gli è piacevole uomo, messer Nicia tiene con lui una stretta dimestichezza, e Ligurio l’uccella; e benché non lo meni a mangiare seco, li presta alle volte danari. Io me l’ho fatto amico, e gli ho comunicato el mio amore: lui m’ha promesso d’aiutarmi con le mani e co’piè. (I,1)".

Così appare per la prima volta sulla scena della "Mandragola" colui che si rivelerà essere regista di intrighi e di inganni, uomo avvezzo alle asperità della vita, fautore del buon esito della commedia.

scena
Scena con prospettiva teatrale - Inc. in C. Gonzaga, Gli inganni - Venezia 1592

Ligurio assolve nella "Mandragola" i compiti che, nelle commedie antiche, spettavano solitamente al servo; ma ciò che più colpisce, al di là del successo della sua azione, è la sua camaleontica personalità, la vivace astuzia del suo animo, la piena consapevolezza che egli ha di sé e delle sue innegabili doti di truffatore.

Ligurio sa di essere vincente, è conscio di avere un occhio speciale per guardare alla vita con disincantata oggettività e non lesina su giubilanti affermazioni del proprio Ego: "Egli è uno uomo della qualità che tu sai… e partesi mal volentieri da Firenze; pure, io ce l’ho riscaldato… Tu hai ragione, ed io sono per farlo… Dico che, se tu arai animo e se tu confiderai in me, io ti do questa cosa fatta, innanzi che sia domani questa otta. (I,3)".

Percepisce gli umori di coloro che lo circondano, ne coglie in anticipo i punti deboli, e riesce, così, ad aggirare gli ostacoli, realizzazando, sempre, pienamente i suoi intenti (Fra’ Timoteo: "Io non so chi s’abbi giuntato l’un l’altro. Questo tristo di Ligurio venne a me con quella prima novella, per tentarmi, acciò, se io li consentivo quella, m’inducessi più facilmente a questa; se io non gliene consentivo, non mi arebbe detta questa, per non palesare e’ disegni loro senza utile, e di quella che era falsa non si curavano. Egli è vero che io ci sono stato giuntato…", III, 9).

Ligurio è l’unico personaggio che, con la sua "intelligenza pratica", si destreggia in limacciose acque, l’unico che, irridendo e accontentando tutti, tesse da solo il trionfo di se stesso.

                                                                                                                        Angela Bonalumi