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LABORATORIO LETTERARIO: DIVAGAZIONI LETTERARIE

LUCREZIA E LUCIA

Sostrata e Agnese

 

Fra' Timoteo e Don  Abbondio

I personaggi di Lucrezia nella "Mandragola" e di Lucia nei "Promessi sposi" presentano alcune affinità: una natura personale buona e pia unita ad una profonda religiosità, un buon senso tutto femminile che permette loro di distinguere il bene dal male, una grandezza d' animo nemica di meschinità e compromessi. Queste qualità conferiscono loro una superiore statura morale che le distingue e le isola da tutti gli altri personaggi. Nella "Mandragola" Ligurio definisce Lucrezia "savia, costumata, atta a governare un regno"( I,3), e Callimaco "onestissima e del tutto aliena dalle cose d' amore"( I,1). Solo il meschino Nicia, dicendo "la sta quattro ore ginocchioni a infilzar paternostri" ( II,6), dimostra di non saperne cogliere la bontà d' animo. Nei "Promessi sposi" Lucia diventa addirittura un simbolo di bene per gli altri personaggi, come Renzo e l' Innominato ("e Lucia? Appena questa parola si fu gettata a traverso di quelle fantasie, i migliori pensieri a cui era avvezza la mente di Renzo v' entrarono in folla"(cap.III) ).Come detto, sia Lucrezia che Lucia sono contraddistinte da bontà e pietà, da pudore e da innocenza: tali virtù si inseriscono nel senso etico tipico della loro sincera e profonda devozione religiosa, che, oltre alla pratica della preghiera, non disdegna nemmeno quella del voto. Lucrezia e Lucia , inoltre, delegano il ruolo di guida spirituale alla figura fidata di un confessore, il quale, in entrambe i casi, conosce la levatura morale della propria protetta: frà Timoteo definisce Lucrezia "savia e buona", padre Cristoforo "conosceva e ammirava l' innocenza di lei (Lucia)", (cap. IV). Benché padre Cristoforo sia un sant' uomo e frà Timoteo sia il suo esatto contrario, tutti e due esercitano la massima influenza, rispettivamente, su Lucia e Lucrezia. E proprio di questa influenza, nella "Mandragola", approfittano gli orditori della beffa: senza l' intervento di frà Timoteo sarebbe impossibile piegare la "prudenzia e durezza" di Lucrezia, che, come più volte si dice all' interno della commedia, non é facile da raggirare, a differenza di suo marito Nicia, caratterizzato, invece, dalla "semplicità". Questo perché Lucrezia é "savia", oltre che "buona": é guardinga e sospettosa nei confronti delle facili soluzioni e conscia dell' indole fanciullesca del marito ("Io ho sempre dubitato che la voglia che messer Nicia ha d' aver figliuoli non ci faccia fare qualche errore"( III,10).

Anche Lucia é dotata di buon senso e saggezza: spesso mostra accortezza e sospetto là dove Renzo é entusiasta e ingenuo, controbilanciando la natura impulsiva di lui. Sia Lucia che Lucrezia, inoltre, non si fanno illusioni sul fatto che ciò che viene loro proposto, e cioè rispettivamente il matrimonio a sorpresa e il trascorrere una notte con un altro uomo per dare un figlio a Nicia, non sia un male come si vuol far loro credere. In queste situazioni, però, né l' una né l' altra, però, sono disposte ad accettare il compromesso tra male e bene: questo comune rifiuto della ipocrisia, delle mezze misure, degli imbrogli in nome di una superiore coerenza ed integrità di condotta contribuisce, forse più di tutto, a elevare, rispetto alle altre, le due figure femminili. Anche se entrambe vengono poi sacrificate sull' altare dell' interesse pratico, prima di cedere, tuttavia, non rinunciano a lottare. "Sono imbrogli, non son cose lisce" dice Lucia, opponendo alle ragioni degli infervorati Renzo e Agnese "ora l' una ora l' altra parte del suo dilemma: o la cosa é cattiva, e non bisogna farla; o non é, e perché non dirla a padre Cristoforo? "(cap.VI). Da parte sua Lucrezia resiste strenuamente alle balorde esortazioni della madre che comporterebbero, come lei dice, "il sottomettere il corpo mio a questo vituperio, ed esser cagione che un uomo muoia per vituperarmi"(III,10). Ma quando, rassegnatasi con vergogna a seguire i consigli di frà Timoteo, si ritrova nella via del male, rifiutando nuovamente l' ipocrisia, è decisa a percorrerla fino in fondo. Ed è proprio tale scelta finale a differenziarla nettamente da Lucia, che non si allontana mai dalla via del bene.

Manuel Ficial