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LABORATORIO LETTERARIO: I PERSONAGGI

MESSER NICIA E LA FIGURA DEL BEFFATO



elisir
L' elisir d' amore - 1687

 

"Quanto felice sia ciascun sel vede
chi nasce sciocco ed ogni cosa crede!
Ambizione nol preme,
non lo muove il timore,
che sogliono esser seme
di noia e di dolore.
Questo vostro dottore,
bramando aver figlioli,
credria ch’un asin voli;
e qualunque altro ben posto ha in oblio,
e solo in questo ha posto il suo disio." (II, 6)

Uomo ricchissimo, dottore in legge, cittadino rispettabile, marito di una donna dalle proverbiali virtù, Messer Nicia potrebbe incarnare il modello ideale di borghese fiorentino del sedicesimo secolo, se non fosse per alcuni aspetti che lo rendono, invece, figura meschina e risibile, semplice e credulona. Il suo modo di pensare, parlare e agire, nello svolgersi della commedia, non è, infatti, conforme alle presumibili attese dello spettatore.
Egli non possiede una cultura che, oggi, potremmo definire metabletica, che gli consenta, cioè, di aprirsi e adattarsi a situazioni diverse, non fa distinzione fra il bene e il male, cerca soltanto di realizzare i propri personali interessi, senza curarsi troppo delle conseguenze e degli svantaggi altrui. Nicia appare, dunque, personaggio di scarsa moralità, in un certo senso privo di scrupoli, chiuso nella propria logica utilitaristica, tanto da non preoccuparsi dei diritti nè di un estraneo nè della moglie. E’ ottuso, volgare e non dimostra particolari ambizioni, tranne quella di avere un figlio.

A causa della sua mentalità alquanto gretta e limitata, pone esclusiva attenzione ai titoli e alle qualifiche e in ciò si manifesta la sua superficialità che lo induce, inconsapevolmente, a credere e a giudicare solo in base all’apparenza e non alla sostanza delle cose. E’ proprio per questo che Callimaco riesce a raggiralo, articolando sapientemente l’inganno e ricorrendo all’uso di termini e di frasi latine e a citazioni, prese da un manuale di medicina, che lo fanno apparire come vero medico, poichè "Messer Nicia, benchè sia dottore, egli è el più semplice ed el più sciocco di Firenze"(I, 1).

Così facilmente condizionabile, diviene preda perfetta di chi è, invece, astuto e ingegnoso, e si convince persino della validità di mezzi ed artifici che sono riconducibili più alla sfera magica che a quella scientifica. La componente prodigiosa, insieme all’ingenuità e alla sciocchezza, è una delle caratteristiche che più avvicinano il personaggio raccontato da Machiavelli ai precedenti illustri di alcune novelle del Decameron di Boccaccio, quali, per esempio, "Frate Cipolla" e "Calandrino".

Molteplici sono "gli uomini e le femine semplici", come li definisce il novelliere, i quali si lasciano agevolmente ammaliare e sedurre da credenze religiose e popolari, ordite, come espedienti, in qualche occasione particolare. Frate Cipolla, utilizzando tali metodi, riesce, infatti, a districarsi da una complessa situazione, facendo leva sulle proprie capacità oratorie, ma, ancor più, sulla credulità dei suoi uditori. Egli sbalordisce la folla con il racconto fantastico dei suoi peregrinaggi in Terra Santa e del recupero dei "carboni" di San Lorenzo, senza che qualcuno dubiti della veridicità di quel che dice.

Se in questa novella il beffato è il popolo,"stolta moltitudine", in "Calandrino e l’elitropia" protagonista assoluto è "un dipintore..., uom semplice e di nuovi costumi", a dimostrazione di quanto sia ricorrente e caratterizzante il tema dell’inganno.

Calandrino, come Nicia, è sciocco e credulone e si lascia facilmente raggirare. Convinto com’è dell’esistenza di una pietra capace di renderlo invisibile, non ritiene minimamente possibile di essere la vittima di uno scherzo tramato da uomini che altro non sono se non " avveduti e sagaci..., astuti e avvenevoli".

Il personaggio di Messer Nicia non è, quindi, da considerare come un caso isolato nel panorama letterario, ma, piuttosto, come esempio, pur nella sua originalità, della sapiente ripresa e trasformazione di motivi e situazioni del repertorio novellistico trecentesco, operata da Machiavelli.

Martina Caltran e Mariana Peroni