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IL MUTAMENTO DEI VALORI NELLA SOCIETA’ ROMANA (TRA IL II E IL I SECOLO A.C.)

 

L’innalzamento del tenore di vita fece sì che nella società romana penetrasse l’avidità. Atteggiamenti più simili a vizi che a virtù si diffusero e, secondo la testimonianza di Sallustio, non furono contrastati, anzi spesso passarono inosservati, divenendo una vera e propria pestilenza (Haec primo paulatim crescere, interdum vindicari; post...contagio quasi pestilentia invasit… Sall. B. Cat.,10 ). Gli animi umani cominciarono ad essere avidi non di virtù, ma di ricchezze e, poi, anche di potere. Questi due mali furono l’alimento di tutti gli altri. La cupidigia insegnò agli uomini a trascurare gli dei, a considerare tutte le cose di poco conto, a diventare persone false, a pensare una cosa e a dirne un’altra, a giudicare amicizie e inimicizie, non secondo l'effettiva realtà, ma in base al comodo (… igitur primo pecuniae, deinde imperi cupido crevit. […] …ea quasi materies omnium malorum fuere…[…] …deos neglegere, omnia venalia habere edocuit. […] multos mortalis falsos fieri subegit, aliud clausum in pectore, aliud in linguam promptum habere, amicitia inimicitiasque non ex re, sed ex commodo aestumare. Sall. B. Cat.,10 ). In particolar modo si possedevano quantità di denaro superiori ai bisogni primari e s’iniziò a utilizzare il denaro senza motivo, a sperperarlo per banchetti, gioielli e cose per nulla indispensabili. Si arrivò a far "spianare i monti" e a "coprire i mari" per costruire delle case con delle belle vedute panoramiche. Sallustio a questo proposito scrive: "Nam quid ea memorem, quae nisi iis qui videre nemini credibilia sunt, a privatis compluribus subvorsos montis , maria constrata esse?" (Perché dovrei ricordare fatti che non sono credibili per nessuno, eccetto per quelli che li videro, che da parecchi privati i monti sono stati spianati e i mari costruiti? Sall. B. Cat.,13). E inoltre, quando i beni familiari non riuscivano a soddisfare questi "bisogni", ci si dava ai furti e alle rapine per poter provvedere ai propri capricci (…ubi familiares opes defecerant, ad facinora incendebant. Sall. B. Cat.,13).

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Sirmione, Grotte di Catullo: Museo
Pavimento a mosaico

 

Marco Bodini e Francesco Magalini