Federico

 

 

 

 

 

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Lib. 1,2

 

PASSI TRATTI DA "IL CORTEGIANO" DI BALDASSARE CASTIGLIONE RIGUARDANTI FEDERICO DA MONTEFELTRO

Lib. 1,2

Lib. 1,3

Lib. 2,51

Lib. 2,85

Lib. 4,26

Lib. 4,36

 

    cortigiano





Alle pendici dell'Appennino, quasi al mezzo della Italia verso il mare Adriatico, e' posta, come ognun sa, la piccola citta' d'Urbino; la quale, benché tra monti sia, e non cosi' ameni come forse alcun'altri che veggiamo in molti lochi, pur di tanto avuto ha il cielo favorevole, che intorno il paese e' fertilissimo e pien di frutti; di modo che, oltre alla salubrita' dell'aere, si trova abundantissima d'ogni cosa che fa mestieri per lo vivere umano. Ma tra le maggior felicita' che se le possono attribuire, questa credo sia la principale, che da gran tempo in qua sempre e' stata dominata da ottimi Signori; avvenga che nelle calamita' universali delle guerre della Italia essa ancor per un tempo ne sia restata. Ma non ricercando piu' lontano, possiamo di questo far bon testimonio con la gloriosa memoria del duca Federico, il quale a' di' suoi fu lume della Italia; né mancano veri ed amplissimi testimonii, che ancor vivono, della sua prudenzia, della umanita', della giustizia, della liberalita', dell'animo invitto e della disciplina militare; della quale precipuamente fanno fede le sue tante vittorie, le espugnazioni de lochi inespugnabili, la subita prestezza nelle espedizioni, l'aver molte volte con pochissime genti fuggato numerosi e validissimi eserciti, né mai esser stato perditore in battaglia alcuna; di modo che possiamo non senza ragione a molti famosi antichi agguagliarlo. Questo, tra l'altre cose sue lodevoli, nell'aspero sito d'Urbino edifico' un palazzo, secondo la opinione di molti, il piu' bello che in tutta Italia si ritrovi; e d'ogni oportuna cosa si' ben lo forni', che non un palazzo, ma una citta' in forma de palazzo esser pareva; e non solamente di quello che ordinariamente si usa, come vasi d'argento, apparamenti di camere di ricchissimi drappi d'oro, di seta e d'altre cose simili, ma per ornamento v'aggiunse una infinita' di statue antiche di marmo e di bronzo, pitture singularissime, instrumenti musici d'ogni sorte; né quivi cosa alcuna volse, se non rarissima ed eccellente. Appresso con grandissima spesa aduno' un gran numero di eccellentissimi e rarissimi libri greci, latini ed ebraici, quali tutti orno' d'oro e d'argento, estimando che questa fusse la suprema eccellenzia del suo magno palazzo.

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