Federico

 

 

 

 

 

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"VITA E FATTI DELLA VITA DI FEDERICO DA MONTEFELTRO, DUCA DI URBINO"

di BERNARDINO BALDI

 

Per quanto riguarda l'aspetto militare, Federico risulta essere un perfetto uomo d'armi: in possesso di straordinarie attitudini tattiche, callido all'occorrenza ("inganna con uno stratagemma i Malatesti") ma "clemente verso i nemici" e dotato di " magnanimita' ", stimato ed amato dai suoi soldati, ricambiava il loro amore e "si doleva di veder(li) morire" in battaglia; pure da un punto di vista fisico, era idoneo alla vita militare, essendo "per natura atto a resistere alle fatiche e disagi, al sonno, al freddo, alla fame"; non gli mancava nemmeno l'efficacia verbale e della sua oratoria risaltavano in particolare "i suoi motti arguti e detti piacevoli".

Per quanto concerne l'aspetto morale-religioso, Federico fu uomo di genuina semplicita': "non fu sofistico ne' curioso, ma schietto, reale", prepose "la virtu' e la sincerita' avanti a tutte le astuzie e tutte le frodi ed arti", scegliendo d'agire da probo e "giusto"; non per questo, pero', fu fiacco o molle, anzi: il suo segreto comportamentale stava nell'esser in grado di mescolare felicemente "l'asprezza del rigore con la dolcezza della misericordia"; egli era cortese, amorevole, "affabile", "dolce" e gentile: ne sono fedele testimonianza le "istraordinarie dimostrazioni d'amore, d'onore e di benevolenza" palesate da tutti nei suoi confronti; infine, notevolissimo il suo sentimento religioso e il suo timor di Dio la cui autorita' e volonta' sono sempre ligiamente osservate e fatte osservare.

Per quanto riguarda l'aspetto culturale, Federico e' "conosciuto e celebrato da tutti non solamente in Italia, ma anche nelle parti remote del mondo" come uomo dottissimo, "dedito alle lettere" sia che "fosse sotto a' padiglioni in guerra o nelle camere, in pace", "nelle quali egli spendeva gran parte di quel tempo che gli avanzava dalle occupazioni importanti", e "fautore de' letterati" i quali "quasi senza numero gli donarono l'opere loro". Due sono le discipline in cui egli eccelle particolarmente, l'architettura: la piu' celebre costruzione eretta su sua commissione fu il "si' nobile e magnifico palazzo" ma "molte altre fabbriche lascio' egli dopo se', e tutte notabili e degne di lui", e le "istorie", "le quali tutte, fossero antiche o moderne, aveva, con maraviglia di chi l'udiva ragionare, a memoria".

BERNARDINO BALDI

 Nacque da Francesco Baldi da Urbino e Virginia Montanari da Pesaro, il 5 luglio 1553. Studio' greco, latino, matematica, medicina, canonica, teologia, storia e filosofia; conobbe numerosissime lingue. Nel 1579 fu chiamato alla corte di don Ferrante Gonzaga II per le sue conoscenze matematiche e segui' il suo signore in Spagna. Divenne abate di Guastalla ( che poi abbandono' in seguito a pressioni nel 1609) spostandosi piu' volte a Urbino e Roma. Collaboro' col tribunale dell' Inquisizione. Mori' nel 1617.

Tradusse varie opere e ne scrisse numerosissime di proprie di carattere piu' svariato; documenti circa la storia di Urbino e suoi duchi sono la Storia degli antenati del duca Federico d'Urbino, che questi gli richiese fornendolo di documenti e la Vita e fatti di Federigo duca d'Urbino.

 


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