Federico

 

 

 

 

 

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FEDERICO DA MONTEFELTRO

 

Nacque a Gubbio nel 1422, mori’ a Ferrara il 10 settembre 1482. Figlio di Guidantonio da Montefeltro conte di Urbino, fu alunno a Mantova di Vittorino da Feltre e in Lombardia servi’ sotto le insegne di Niccolo’ Piccinino, di cui protesse la ritirata a Monteluro. Ucciso il fratello Oddantonio, gli successe nel 1444 nel governo di Urbino, rivelandosi un accorto e moderato amministratore. Nel 1445, la negoziazione per la cessione di Pesaro ad Alessandro Sforza da parte di Galeazzo Malatesta e l’acquisto per se’ di Fossombrone, gli procurarono la scomunica di papa Eugenio IV, dalla quale l’assolse nel 1450 Niccolo’ V, e l’odio inestinguibile dell’acerrimo nemico Sigismondo Pandolfo Malatesta. Milito’ ancora per gli Sforza e i Fiorentini, alleati suoi, fino al 1451, quando passo’ agli Aragonesi di Napoli ; in loro favore guerreggio’ contro i baroni angioini e contro il Piccinino, riportando il 22 luglio 1460 la vittoria nella battaglia di S. Fabiano d’Ascoli, dove sfoggio’ doti di eccellente condottiero. Combatte’ per Pio II contro il Malatesta, che sconfisse sul Cesano presso Senigallia, il 12 agosto 1462, e privo’ di quasi tutte le terre, di cui poi fu nominato vicario nel 1464 dal papa. In qualita’ di capo supremo della Lega Italica nel 1466, utilizzo’, per la prima volta nella storia, l’artiglieria da campagna contro il Colleoni, nella battaglia della Riccardina o Molinella del 23 luglio 1467. Se da un lato papa Paolo II, avvedutosi della sua crescente supremazia, tento’ di sottometterlo invano al proprio potere, giacche’ Federico batte’ le truppe pontificie a Mulazzano, presso Rimini, il 30 agosto 1469, dall’altro Sisto IV lo investi’ duca di Urbino, il 21 luglio 1474, per opporlo a Niccolo’ Vitelli, signore di Citta’ di Castello. Mori’ all’inizio della campagna condotta contro Venezia e il papa.

Nonostante sia stato lodato per le qualita’ militaresche, Federico si distinse nell’arte della pace, in nome della quale, sfruttando abilmente l’evolversi della intricata situazione politica italiana, riusci’, con astute azioni diplomatiche, a costituirsi un vasto principato. Colto in lingua latina, lettere sacre e profane, raccolse intorno a se’ una corte di ministri, poeti, artisti e architetti, tra cui si ricorda il dalmata Luciano di Laurana, che progetto’ il palazzo di Urbino.

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Berruguete: Federico (part.)

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