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pompei

 

CARATTERIZZAZIONE DEL SAGGIO

 

Consapevole di vivere in un'epoca di crisi, Seneca, spinto da un istintivo sentimento di filantropia, che lo induce ad avvertire come propri gli altrui dolori, propone, attraverso i suoi scritti, la figura di un sapiens, vir ideale, che possa fungere da esempio per l'uomo, infondendogli speranza e fiducia.

Il saggio, summa di tutte le virtu', conosce il mondo ma non ne e' schiavo ; svincolato dalle catene terrene, egli professa l'autarcheia ; autonomo e padrone di sé, si eleva al di sopra di tutti gli altri: "Quid enim supra eum potest esse, qui supra fortunam est ?"(5,3) "Che cosa puo' esserci sopra colui che e' al di sopra della fortuna?".

Il sapiens, capace di liberarsi dalle passioni che alienano l'uomo da sé, imbrigliandolo nella rete dei doveri e delle occupazioni puramente materiali, sceglie di vivere appartato e lontano dalle attivita' per dedicarsi al suo spirito. Conscio che la vita e' un bene unico, considera prezioso ogni istante del suo tempo, votandolo alla conquista della saggezza, per essere uomo completo, consapevole del proprio valore.

Attraverso la propria conscientia, egli distingue tra bene e male ; assapora il proprio presente, fiducioso guarda al futuro e, soprattutto, non teme il passato, con la serena sicurezza di chi ha condotto le proprie azioni "Sub censura sua, quae numquam fallitur", (10,3) "Sotto il controllo della sua coscienza che non sbaglia mai". Ancora, il sapiente aggiunge al suo il tempo passato, trascorso prima di lui, considera come proprie le esperienze dei grandi saggi : discute con Socrate ed Epicuro, apprende il pensiero di Aristotele, si affida agli insegnamenti delle scuole filosofiche, ("Quae illum felicitas ...monet, qui se in horum clientelam contulit.", (15,2) "Che felicita' attende colui che si e' messo sotto la loro protezione! .

Non trova davanti a sé alcun limite, "Ut deo", (15,5), sciolto dalle leggi del genere umano ; cosi', seppur brevi, i suoi giorni si estendono a lungo. Egli non teme la morte, sempre pronto ad affrontarla "Certo gradu", (11,2), perché con pienezza ed intensita' ha messo a frutto il dono della vita.

Giorgia Stallo

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