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La filosofia nel "De brevitate vitae"

Seneca e' considerato il primo rappresentante del Neostoicismo romano, (1). Lo stesso "De brevitate vitae" mostra la preponderanza di tematiche stoiche, oltre a un certo influsso della diatriba cinico-stoica, e a suggestioni di vario genere da parte di altre correnti filosofiche, tra cui, in particolare, il Platonismo, il Pitagorismo antico, l’Aristotelismo, soprattutto per influsso della scuola neopitagorica, e, in misura minore, l’Epicureismo. Tuttavia, Seneca non vuole essere ne' apparire seguace ostinato di alcun sistema : rivendica con insistenza al suo pensiero la più ampia liberta' di giudizio e di concezione, ("est et mihi censendi ius", "ho anch’io il diritto di dire la mia", De vita beata, 3,2,; "multum magnorum virorum iudicio credo, aliquid et meo vindico", "tengo in gran conto il giudizio degli uomini grandi, ma qualche diritto rivendico anche al mio", Ep. 45,4), come dimostra, tra l’altro, lo sviluppo, da parte dell’autore di Cordova, di originali contributi filosofici.

 

 

I Modelli

bullet"Fabianus, non ex his cathedrariis philosophis, sed ex veris et antiquis..." (10,1). Fabiano, filosofo non di questi cattedratici, ma di quelli veri di una volta...
bullet"Hos in veris officiis morari licet dicamus, qui Zenonem, qui Pythagoran cotidie et Democritum ceterosque antistes bonarum artium, qui Aristotelen et Theophrastum volent habere quam familiarissimos." (14,5). Diciamo pure che si dedicano a giuste occupazioni quelli che vorranno avere più che familiari Zenone, Pitagora, ogni giorno, Democrito e tutti gli altri sacerdoti delle arti positive, e poi Aristotele e Teofrasto.
bullet"Feres ex illis quidquid voles ; per illos non stabit, quominus quantum plurimum ceperis haurias. Quae illum felicitas, quam pulchra senectus manet, qui se in horum clientelam contulit ! Habebit, cum quibus de minimis maximisque rebus deliberet, quos de se cotidie consulat, a quibus audiat verum sine contumelia, laudetur sine adulatione, ad quorum se similitudinem effingat....Nobilissimorum ingeniorum familiae sunt : elige in quam adscisci velis... (15,1-3). Da essi trarrai qualunque cosa vorrai ; non ti impediranno di attingere a piacimento. Quale felicita', quale serena vecchiaia aspettano chi si e’ messo sotto il loro patronato ! Avra' con chi parlare di vicende di scarsa o grande importanza, a chi richiedere ogni giorno consiglio riguardo a se stesso, da chi udire la verita' senza offesa, da chi essere lodato senza adulazione, alla cui somiglianza plasmare se stesso... Ci sono famiglie di assai nobili ingegni : scegli a quale vuoi aggregarti.

Yuri Malizia

      

                                                                                                                  


1) Il Neostoicismo, (I-II sec.d.C.), dopo lo stoicismo antico, (III sec.a.C.), di Zenone, Cleante, Crisippo e lo stoicismo medio, (II-I sec.a.C.), di Panezio e Posidonio, costituisce la terza fase dell’importantissima corrente filosofica nata in eta' ellenistica. Massimi esponenti furono lo stesso Seneca, Epitteto, (I sec.d.C.) e l’imperatore Marco Aurelio Antonino, (II sec.d.C.). Caratteri tipici di questa nuova fase dello stoicismo furono l’interesse quasi esclusivo, dettato dal pragmatismo tipico dei Romani, per i problemi di etica, una forte sensibilita' religiosa e un certo influsso da parte della diatriba cinico-stoica, in modo particolare dal punto di vista delle modalita' di trasmissione del messaggio.

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