<% Option Explicit %> <% If Session("user") And Session("admin") Then Response.Redirect("../../pages/userError.htm") Else %> Lo stoicismo nel De brevitate vitae

 

 

 

 

 

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La filosofia nel "De brevitate vitae"

 

Stoicismo
Provvidenza

Filantropia

Caratterizzazione del saggio

Responsabilita' individuale

 

Diatriba cinico-stoica

Platonismo e Pitagorismo

Aristotelismo
Epicureismo Contributi originali


Lo stoicismo:


C)  Caratterizzazione del saggio e degli occupati: la virtus, di cui il saggio, come e' usuale nelle filosofie ellenistiche, rappresenta l’incarnazione ideale e perfettissima, consiste nel vivere secondo natura, che e' tutt’uno col vivere secondo ragione. Essa viene intesa come l’unico vero bene, in quanto generatrice della vera felicita', una forma di tranquillita' e serenita' assolute, sintesi, per usare i termini dello stoicismo antico, di CAP3.gif (1463 byte), (impassibilita'), e CAP2.gif (1312 byte), (autosufficienza, indipendenza dalle cose), in definitiva, di liberta', che, in alcuni passi, diviene quasi divina :
bullet"Si quando aliqua fortuito quies contigit, velut profundo mari, in quo post ventum quoque volutatio est, fluctuantur nec umquam illis a cupiditatibus suis otium stat."(2,3). Se, per caso, capita un qualche momento di calma, come in un mare profondo, dove, anche dopo il vento, vi e' agitazione, ondeggiano, ne' possono mai avere pace dalle loro passioni.
bullet"Nemo se sibi vindicat, alius in alium consumitur...Ille illius cultor est, hic illius ; suus nemo est.",(2,4). Nessuno rivendica se’ a se stesso, l’uno per l’altro si logora... Questo e' amico di quello, quello di quell’altro ; nessuno e' amico di se stesso.
bullet"Audet quisquam de alterius superbia queri, qui sibi ipse numquam vacat ?... Non est itaque, quod ista officia cuiquam imputes, quoniam quidem, cum illa faceres, non esse cum alio volebas, sed tecum esse non poteras", (2,5). Osa lamentarsi della superbia altrui, colui che non trova tempo neppure per se' ?... Non vi e' percio' motivo che tu addebiti ad altri questi tuoi impegni, perche', senza dubbio, quando tu li compivi, non volevi stare con un altro, ma non eri capace di stare con te stesso.

[ Nel capitolo 2°, piu' che in ogni altro, vengono presentati gli occupati, che costituiscono l’esatto opposto del sapiens : incapaci di recurrere ad se, sempre in preda alla loro cupiditas, ben lontani dagli ideali di apatia e autarchia : nel capitolo 2 si parla, infatti, di insatiabilis avaritia, operosa sedulitas, inertia, ex alienis iudiciis suspensa sempre ambitio, praeceps cupiditas, spes lucri, cupido militiae, voluntaria servitus, cotidiana occupatio, nihil liberi... e, alla conclusione del passo, tecum esse non poteras, evidente negazione di quell’ideale di autosufficienza tanto caro agli Stoici.]

bullet"Repete memoria tecum, quando certus consilii fueris, quotus quisque dies ut destinaveras cesserit, quando tibi usus tui fuerit, quando in statu suo voltus, quando animus intrepidus",(3,3). Richiama al tuo ricordo quando sei stato costante nella tua decisione, quanti giorni sono trascorsi come avevi stabilito, quando hai avuto la disponibilita’ di te stesso, quando sei rimasto impassibile nel volto, quando l’animo e' rimasto impavido.
bullet"Potentissimis et in altum sublatis hominibus excidere voces videbis,, quibus otium optent, omnibus bonis suis praeferant.",(4,1). Vedrai che agli uomini assai potenti e arrivati molto in alto sfuggono parole con cui esprimono il loro desiderio di tempo libero, lo lodano e lo preferiscono a tutti i beni.

[ e' questa la premessa che Seneca pone ai famosi exempla di Augusto e Cicerone. Del primo si dice che non desit quietem sibi precari et vacationem a re publica petere, (4,2), cioe' non cesso' mai di augurarsi il riposo e di chiedere l’esonero dalle attivita’ di governo, poiche' expertus erat quantum illa bona per omnis terras fulgentia sudoris exprimerent, quantum occultarum sollicitudinum tegerent ; aveva sperimentato quanta fatica richiedessero quei beni risplendenti per ogni terra, quante nascoste preoccupazioni celassero. Del secondo, invece, in particolare, semiliberum se dixit Cicero : at me hercules numquam sapiens in tam humile nomen procedet, numquam semiliber erit, integrae semper libertatis et solidae, solutus et sui iuris et altior ceteris, (5,3), ovvero, Cicerone si e' chiamato semilibero : ma, per Ercole, mai un sapiente si abbassera' ad una definizione cosi' avvilente, mai sara' semilibero, ma sempre uomo di integra e solida liberta', autonomo, piu' in alto di tutte le cose].

bullet"Securae et quietae mentis est in omnes vitae suae partes discurrere ; occupatorum animi, velut sub iugo sint, flectere se ac respicere non possunt", (10,5). E' proprio di un animo sicuro e calmo ripercorrere la vita in ogni suo attimo ; gli animi degli occupati, come se fossero sotto un giogo, non possono piegarsi ne' volgersi indietro.

[si ha qui l’ennesima contrapposizione tra sapiens e occupati, che sono sub iugo, contrariamente ai saggi che possono discurrere, ( verbo composto da dis = in direzioni diverse, e currere = correre, che indica in questo caso il libero movimento dello spirito) ; particolarmente interessante e' l’espressione secura et quieta mens, quasi una transposizione in lingua latina del termine greco "apatheia"].

bullet"Quandoque ultimus dies venerit, non cunctabitur sapiens ire ad mortem certo gradu", (11,2). Quando giungera' l’estremo giorno, il saggio non esitera' ad andare incontro alla morte con passo sicuro.

[ esempio dell’autarchia del saggio, segno di una totale ed assoluta serenita'].

bullet"Solus generis humani legibus solvitur, omnia illi saecula ut deo serviunt", (15,5). Egli solo e' sciolto dalle leggi del genere umano, tutti i secoli lo servono come un dio.
bullet"Expectat te in hoc genere vitae multum bonarum artium, amor virtutum atque usus, cupiditatum oblivio, vivendi ac moriendi scientia, alta rerum quies.", (19,2). In questo genere di vita ci attendono molte nobili attivita’, amore e pratica delle virtu', oblio dei desideri, scienza della vita e della morte, una profonda pace.

[ e' questa la parte finale del capitolo diciannovesimo che contiene, nell’esortazione di Seneca a Paolino, il messaggio conclusivo del dialogo : dopo la sollecitazione a liberarsi dalle passioni, quella di dedicarsi alla cura, al perfezionamento di se', tramite l’amor virtutum atque usus... , per arrivare all’alta rerum quies.].

Yuri Malizia

                                                                                                  mailto: licia landi
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