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SELEZIONE DI PAROLE-CHIAVE

Capitolo 1

Malignitate (1,1)

Il termine latino "malignitas" non ha valore di malignità, ma di avarizia e di ingenerosità. E' riferita alla natura, la quale è definita dagli uomini avara perchè ritengono abbia dato loro una vita breve anche se in verità sono loro che la utilizzano male.

Cfr. "simul ad iacturam temporis ventum est, profusissimi in eo, cuius unius honesta avaritia est" (3,1-2)

Si contrappone al "benigne" del capitolo 2.

Vita (1,1)

E' intesa come pienezza dell'essere vivo, non come esistenza.

Non accipimus brevem vitam, sed fecimus (1,4): da queste parole emerge tutto il senso del dialogo che mette in rilievo la responsabilità individuale: bisogna prendere coscienza del tempo per poterne trarre vantaggio..

 

Capitolo 2

Benigne  (2,1)

L’ avverbio indica abbondanza, nel caso specifico, la quantità del tempo e si contrappone all' accusa di avarizia della natura. Cfr. capitolo 1

Levitas (2,2)

La levitas, in questo caso, è volubilita’; rappresenta l'opposto della "constantia", virtù stoica.

Vita e tempus (2,2-3)

"Vita e tempo": importante è la contrapposizione fra questi due termini, tra vivere veramente, con consapevolezza, come fa il sapiente e lasciarsi vivere, come fa l'occupato.

Cultor (2,4)

Indica la rincorsa ad amicizie d'interesse

Cfr. "tu non inspicere te umquam...tecum esse non poteras" (2,5)

 

Capitolo 3

Honesta avaritia (3,1)

E' giusto e morale essere avari del proprio tempo e non dei propri beni materiali.

Te immaturum (3,4)

L'uomo muore senza "vitam inchoare" (3,5).

Otium (3,5)

E’ sospensione dalle attività: gli uomini appaiono succubi dell'attività, tuttavia anche consapevoli del loro valore deleterio (Esempio: Augusto, 4,2). E’, quindi, il "tempo da dedicare a se stessi e alla vita contemplativa".

Bonae menti (3,5)

"Disposizione virtuosa dell’ animo" (Traina) che riguarda la liberta’ interiore, l’ autarcheia.

 

Capitolo 5

Semiliber (5,2)

L'aggettivo significa "libero a meta’"; Seneca attua una polemica contro Cicerone che non è stato in grado di vivere fino in fondo per se stesso. Solo il sapiens non e’ schiavo ne’ di uomini ne’ di cose e gode di un' integra e solida liberta’.

Solutus (5,3)

E' in contrapposizione al "semiliber" precedente, indica la condizione di assoluta libertà del sapiens.

 

Capitolo 10

Docendi (10,2)

La funzione del saggio è quella di insegnare, di educare (sia a vivere, sia a morire).

Censura (10,3)

"Coscienza"; è la consapevolezza che il saggio ha di se stesso.

Sub iugo (10,5)

Indica la condizione dell’ occupato, costretto sotto un giogo che lo obbliga a guardare in avanti.

 

Capitolo 11

Certo gradu (11,2)

"Con passo sicuro". Indica la fermezza e l'irremovibilita’ del sapiens, fedele al suo ideale di libertà.

 

Capitolo 14

Veris officis (14,5)

Sono le giuste occupazioni contrapposte a quelli false (14,3).

 

Capitolo 15

Immortalitatem (15,4)

Solo il sapiens condotto dalla filosofia stoica "in illum editum verticem", (De constantia sapientis 1,1) al di sopra della sorte, raggiunge l'immortalità.

Ut deo (15,5)

Il sapiente e’ paragonato alla divinita’ perche’ raggiunge la perfezione "con le sole sue forze" (Traina)

 

Capitolo 19

Materia (19,1)

Il tema della materia di Dio era stato affrontato anche dagli Stoici, che lo ritenevano un pneuma, un soffio di fuoco. "Seneca, avverte un’ antitesi tra la natura spirituale di Dio e la materia" (Traina)

 

 

Lorenzo Liut, Matteo Nicolini, Laura Reich

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