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 maestro                                                                                                      

 

EXEMPLA E SIMILITUDINI

 

La prosa di Seneca rivela caratteristiche che esprimono l'esigenza dell'autore di fornire ad un pubblico eterogeneo un'esposizione schematica e chiara sul piano concettuale: essa appare caratterizzata dalla paratassi, dall'incalzare di frasi brevi, ma incisive e costellata di similitudini e di exempla. L'effetto che ne risulta e’, per cosi’ dire, "pratico": gli insegnamenti di cui e’ ricca la dissertazione senecana rimangono fissati con facilita’ nella memoria di chi legge.

augusto

Il problema affrontato da Seneca, "l'ostacolo maggiore del vivere e’ l'attesa che dipende dal domani, ma sciupa l'oggi", (vedi il caso di Augusto che "laetissimus cogitabat quo magnitudinem suam exueret", 4, 4) e il conseguente invito a prendere coscienza del valore della vita trovano una loro soluzione nel tentativo, felicemente riuscito, di porre sotto gli occhi cio’ che, altrimenti, sarebbe solo oggetto di un’ astratta dissertazione. Questa tecnica permette allo scrittore di sottolineare un concetto senza, tuttavia, abbandonarsi ad una sequela di ragionamenti freddi e privi di un qualsiasi impatto emotivo: caratteristiche della scrittura di Seneca sono proprio la "fisicita’" e la concretezza. E', quindi, evidente il significato dell'exemplum: si tratta di esperienze autentiche vissute da uomini importanti e famosi, in grado, quindi, di attirare su di se’ maggiormente l'attenzione del pubblico. A questo scopo, grande "testimonial" del pensiero del filosofo e’ senza dubbio il "divus Augustus", uomo che visse nella speranza di potersi liberare un giorno dalle occupazioni e di raggiungere la tanto agognata tranquillita’ "non desiit quietem sibi precari et vacationem a re pubblica petere...; ut speraret otium" (4, 2). L'exemplum e’ congeniale all’ insegnamento filosofico di Seneca: l'incapacita’ di praticare una consapevole ars vivendi (Augusto: "aliquando se victurum sibi", 4, 2; Cicerone: "priorem aetatem complorat et de praesenti queritur et de futura desperat", 5, 2) non permette all'uomo di dedicarsi alla cura della "bona mens" (3,5): di qui l'invito a liberarsi delle occupazioni.

cicerone

Lo stile di Seneca mira all'evidenza dell'immagine: la similitudine permette all'autore di far muovere il destinatario del suo messaggio all'interno di un campo a lui noto. Quale immagine migliore e piu’ efficace di quella della ricchezza e del suo investimento per parlare del tempo, con il suo essere impalpabile? Nella similitudine "sicut amplae et regiae opes ... usu crescunt, ita aetas nostra bene disponenti" (1, 4) si avverte l'esigenza di rendere tangibile il concetto (l'uomo e’, infatti, sensibile al denaro). Attraverso similitudini come questa (o quella del vaso senza fondo, "licet quantumlibet ingeras, si non subest quod excipiat ac servet", 10, 5) Seneca sottolinea i risvolti e le conseguenze piu’ o meno drammatiche di una vita vissuta solo nel vagheggiamento della felicita’.

Anna Veronesi

                                                                                                       mailto: licia landi