<% Option Explicit %> <% If Session("user") And Session("admin") Then Response.Redirect("../../pages/userError.htm") Else %> Lo stoicismo nel De brevitate vitae

 

 

 

 

 

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La filosofia nel "De brevitate vitae"

 

Stoicismo
Provvidenza

Filantropia

Caratterizzazione del saggio

Responsabilita' individuale

 

Diatriba cinico-stoica

Platonismo e Pitagorismo

Aristotelismo
Epicureismo  Contributi originali

Lo stoicismo:

 

D)  Responsabilità individuale 

bullet"quam (= vitam) non ire intelleximus transisse sentimus.." (1,3). Realizziamo che quella vita che non abbiamo sentito passare, e' definitivamente trascorsa. [ L’uomo e' responsabile, in quanto non ha utilizzato il suo intellectum, ossia la sua facolta' di discernere, limitandosi a sentire.]
bullet"Non accipimus brevem vitam, sed fecimus, nec inopes eius sed prodigi sumus. Sicut amplae et regiae opes ubi ad malum dominum pervenerunt, momento dissipantur, at quamvis modicae, si bono custodi traditae sunt, usu crescunt : ita aetas nostra bene disponenti multum patet." (1,4). Non riceviamo una vita breve, ma la rendiamo tale ; non ne siamo poveri, ma prodighi. E come grandi e regali ricchezze, quando giungono nelle mani di un cattivo amministratore, in un attimo sono dissipate, mentre altre, per quanto modeste, se vengono affidate ad uno accorto, crescono con l’uso, cosi' la nostra vita ha una lunga durata per chi l’amministra bene. [ La responsabilita' individuale dell’uomo e' chiaramente messa in evidenza dall’antitesi tra un verbo come accipere, che denota la passivita' del soggetto, ed uno come facere, che ha un valore evidentemente opposto, e ancora da termini come dominus, padrone, custos, amministratore, disponere, amministrare.]
bullet"Iniucunda est paenitandae rei recordatio..." (10,3). Non e' mai piacevole il ricordo di qualcosa di cui ci si deve pentire.
bullet"Quam multi vitam tuam diripuerint te non sentiente quid perderes."(3,3)...Quanti la tua vita ti hanno rubato, senza che tu realizzassi che cosa stavi perdendo.
bullet"Numquam vobis fragilitas vestra succurrit, non observatis quantum iam temporis transierit..." (3,4). Mai la vostra precarieta' vi si prospetta, non pensate a quanto tempo e' gia' trascorso.[ In succurrere non vi e' solo l’idea del venire in mente, propria del verbo occurrere, ma anche l’idea del pensiero che si fa strada verso la coscienza ; e' quindi implicito un richiamo alla responsabilita' individuale.]

Yuri Malizia

                                                                                                   mailto: licia landi

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