Biblioteche elettriche e didattica multimediale della letteratura mediolatina

Relazione tenuta al convegno “Biblioteche elettriche. Letture in Internet: una risorsa per la ricerca e per la didattica” (VIII incontro di Informatica Umanistica), Verona, Università degli Studi, 26-27 novembre 1999, pubblicata negli atti del convegno, “Sismel-Edizioni del Galluzzo”, (Fondazione Ezio Franceschini), Firenze, 2000 e in “Gregorio di Tours agiografo. Tra ricerca e didattica”, a cura di A. De Prisco, “Studi Testi Documenti/ letteratura e filologia,  nuova serie: 5, Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di  Padova e Dipartimento di  Linguistica,Letteratura e Scienze della comunicazione dell’Università di Verona, pp. 65-79

Licia Landi

A me il gradito ma non facile compito, data l’esiguità del tempo a disposizione, di condurvi, attraverso una “navigazione” guidata, all’interno dei materiali già elaborati o in corso di elaborazione nell’ambito del progetto di ricerca dal titolo “Multimedialità e interattività nella didattica della letteratura mediolatina”, in via di svolgimento presso il Dipartimento di Linguistica, Letteratura e Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Verona. Spero che le poche ma significative immagini che proietterò ora sullo schermo contribuiscano a rendere più chiaro e incisivo quanto sto per dirvi.

Oggetto di questa prima “applicazione” di didattica multimediale della letteratura latina medievale è Gregorio di Tours agiografo. Trattandosi di un autore che “nel ricco panorama della produzione agiografica latina altomedievale … occupa un posto di primissimo piano per la quantità, la varietà e la qualità letteraria dei suoi scritti agiografici” 1, i materiali raccolti e ipermedialmente organizzati serviranno non solo a conoscere meglio la produzione agiografica del nostro autore, ma getteranno sicuramente luce anche sulla percezione e sulla rappresentazione che della santità si ebbe in Occidente nel corso del VI secolo. E’ per questo che nella copertina il titolo Gregorio di Tours agiografo è accompagnato dal sottotitolo Santi e santità dell’Occidente cristiano nel VI secolo:

Nella copertina è riprodotta l’immagine di un trono episcopale altomedievale 2, simbolo del potere religioso ma anche civile dei vescovi della Gallia del VI secolo. Dalla copertina sono previsti quattro possibili “ingressi”  ai materiali contenuti nel CD – Rom.

Il primo (Introduzione) conduce alla presentazione del progetto e, mediante un’agile guida all’uso, ne evidenzia le potenzialità didattiche e di ricerca. Il secondo (Testi) consente all’utente di accedere all’intero corpus degli scritti agiografici di Gregorio di Tours. Il terzo (Indice) contiene un sistema di indici organizzato ad albero, una sorta di iperindice dalle molteplici diramazioni. Il quarto (Ricerca) permette di raggiungere, digitando una parola, tutti i testi dove essa ricorre.

Proviamo ad attivare il  link  “indice”. Ecco quanto appare sullo schermo:

Tutti i links  presenti in questa pagina sono attivi. Mi limito a richiamare la vostra attenzione in particolare su due di essi, quello relativo ai “percorsi didattici” (sia specimina di lezioni ipermediali di carattere filologico, letterario, linguistico, etc., sia schemi di possibili lezioni sul testo di Gregorio) e quello denominato “sitografia” (repertorio ragionato di siti web in vario modo utili alla ricostruzione del tempo in cui Gregorio visse e dei luoghi in cui egli operò).

Cliccando, ad esempio, su “opere”, compare la seguente schermata con l’elenco completo delle opere agiografiche del vescovo di Tours:

Se qualcuno degli utenti è interessato, poniamo, all’In gloria martyrum,  renderà attivo il  link relativo a questo testo e si troverà di fronte alla seguente videata:

Essa consente una serie di accessi guidati a questa singola opera: una guida alla lettura (con le notizie per il suo inquadramento all’interno della produzione agiografica di Gregorio),  il testo latino, alcuni passi commentati che rientrano nei percorsi didattici, l’indice dei nomi propri di persona e di località geografiche presenti nell’In gloria martyrum,  un  corpus di immagini riferite a persone, luoghi, episodi che Gregorio cita in questo testo.

Fin qui una navigazione, per così dire, guidata, ma è possibile anche una navigazione libera, assai utile soprattutto sul piano della ricerca personale.

Tutti i testi possono, infatti, essere “raggiunti” mediante delle queries, digitate all’interno dell’apposita finestra, che si apre cliccando sul bottone“ricerca”, accessibile da ogni pagina. Il motore di ricerca  consentirà di reperire una forma, o meglio una sequenza di caratteri (che può essere anche solo una parte di una forma o di più forme) all’interno di un testo e di vederla inserita nel suo contesto.

Facciamo un esempio. Digitando il sostantivo/aggettivo inimicus (usato spesso da Gregorio per indicare il diavolo) e restringendo la ricerca, per comodità di tempo, al solo In gloria martyrum, il motore di ricerca  ce ne indica le relative  occorrenze:

Cliccando sulla hotword corrispondente a In gloria martyrum 9, si apre il testo del capitolo, corredato da una serie di bottoni, posti nei due framescollocati nella cornice del testo:

Nel frame in basso troviamo alcuni bottoni (comuni a tutte le pagine) che formano, per così dire, la cassetta degli attrezzi necessari a chi lavora sul testo, con finalità sia didattica sia di ricerca.

Passiamoli in rapida rassegna.

Il bottone “indice” rinvia,  ogni qual volta lo si voglia, all’indice  della copertina e di qui agli altri indici che vi ho mostrato e descritto precedentemente.

Il bottone “mappe” ha lo scopo di facilitare l’orientamento geografico in riferimento alle numerosissime località citate nel corpus agiografico di Gregorio. Ogni carta può, ovviamente, essere ingrandita a proprio piacimento:

Il bottone “cronologia” rinvia  ad una tavola sinottica dei principali avvenimenti accaduti nel corso del VI sec., con al suo interno una rubrica  relativa  alla vita di Gregorio (accadimenti più importanti della sua vita e cronologia della sua produzione letteraria). Le finalità sono simili a quelle già enunciate a proposito delle carte geografiche. Anche la timeline vuole essere, dunque, uno strumento di orientamento, questa volta però in senso temporale.

Gli ultimi due bottoni riguardano risorse già precedentemente illustrate, ovvero il corpus delle opere agiografiche di Gregorio e l’accesso al motore di ricerca.

Passiamo ora al frame posto a sinistra del testo. Trattandosi di un testo inserito in uno dei percorsi didattici, esso è stato “lavorato” in questo senso. Contiene pertanto una serie di bottoni collegati a materiali di varia natura, tutti però riferiti a questo solo testo.

Il bottone “Tradizione” apre una o più pagine in cui sono riprodotte le immagini dei manoscritti che ci hanno tramandato il testo in esame (in alcuni casi tutti, in altri  solo i più importanti). E’ questa una risorsa molto importante ai fini sia della didattica sia della ricerca universitaria, essendo il testo di Gregorio, nell’edizione critica corrente 3, tutt’altro che affidabile.

Cliccando sull’immagine di uno dei manoscritti è possibile averne una visione a tutto schermo.

Il bottone “Fonti” dispiega davanti ai nostri occhi, uno di fianco all’altro, il testo di Gregorio e quello di Evagrio Scolastico, scrittore coevo del vescovo di Tours, autore di una Storia della Chiesa, dove al cap. 36 del IV libro viene riportato, con alcune varianti, lo stesso episodio narratoci da Gregorio.

La possibilità di confrontare i due testi permette non solo di mettere a fuoco il problema della conoscenza del greco da parte di Gregorio e l’altro, non meno importante, del dove egli abbia attinto la straordinaria massa di miracoli che ha raccolto, ma anche di capire, attraverso l’esame della portata e della natura dei personali interventi sulle fonti, il suo modo di lavorare e di apprezzarne la grande vena narrativa.

Alla sezione “auctores rimanda l’apposito bottone. Sono qui registrate le riprese di termini, di iuncturae e di espressioni già attestate nella precedente tradizione letteraria. Si comprende bene come un’accurata indagine in questo senso possa contribuire a gettare finalmente luce sul dibattuto problema del tipo e del livello  di cultura del nostro agiografo.

I due bottoni che seguono, “lingua” e “stile” sono di tipo più squisitamente letterario e intendono costituire un accessus al particolare registro linguistico-espressivo del vescovo di Tours. Apriamo la scheda dedicata alla “lingua”:

Oltre a contenere delle considerazioni generali sulla lingua di Gregorio, sono qui presi in esame tutti i fenomeni linguistici (ortografici, morfosintattici e lessicali) che in questo brano sono degni di particolare attenzione. Si noteranno in questa scheda dei segni posti accanto alle citazioni latine. Essi, cliccati, evidenziano immediatamente le relative parole all’interno del testo posto a fronte. Le parole calde (sermo humilisrusticitas; etc.), attivano dei links che rimandano ipertestualmente ad altre schede di approfondimento.

Quanto detto per il bottone “lingua” vale anche per quello denominato “stile”:

E veniamo all’ultimo bottone, pigiando il quale si accede all’ “iconografia”. Disciplina non di poco conto per la ricostruzione di un periodo storico-letterario, nel nostro caso essa costituirà una sorta di commento figurato al testo. Per il brano in esame abbiamo ritenuto utile riportare due immagini:

La prima è la Theotokos raffigurata in un mosaico del VI sec. conservato nella chiesa di Sant’Apollinare Nuovo in Ravenna. L’abbiamo scelta per l’evidente corrispondenza tra questa rappresentazione della “Madre di Dio” e la descrizione della Madonna fatta dal fanciullo ebreo miracolato, protagonista del racconto di Gregorio 4.

La seconda immagine riproduce un mosaico datato tra la fine del V e l’inizio del VI secolo, conservato al Louvre di Parigi, che raffigura un ebreo nella fornace, come recita la didascalia.

Molto ancora avrei da dirvi e da mostrarvi. Ma il tempo stringe e dobbiamo necessariamente porre fine al breve tour all’interno dell’applicazione a cui stiamo lavorando.

Chiudo con una riflessione metodologica. Come sappiamo, le tecnologie informatiche nella didattica possono apportare un contributo puramente strumentale, che non incide sulla qualità culturale dell’insegnamento e dell’apprendimento, “oppure esse possono essere viste come ambienti di formazione dell’esperienza e della conoscenza … (e) il ruolo che svolgeranno tenderà ad essere ben più impegnativo, anche e soprattutto sul piano epistemologico” 5. E’ in questa seconda direzione che si muove il nostro progetto, con l’intento di contribuire a insegnare agli studenti “ad imparare come si impara” 6.

1  Cfr. La leggenda dei Sette Dormienti nel racconto di Gregorio, vescovo di Tours, e di Fozio, patriarca di Costantinopoli, a cura di A. De Prisco e G. Avezzù, Verona 1999,  p. 11.

2 Si tratta della preziosa cattedra eburnea del vescovo Massimiano (VI sec)., conservata nel Museo Arcivescovile di Ravenna. In questo caso, come in altri, la documentazione iconografica a corredo dei testi, proviene in prevalenza dall’Italia bizantina, in assenza di una ricca ed esaustiva documentazione di manufatti della Gallia del VI secolo. Si veda, a tal proposito, quanto opportunamente nota S. Rose, Gregory of Tours, Vita patrum, Platina, California 1988, p.80: “ From the beginning, the Christian basilicas were adorned with mosaics or frescoes, at first in the apse, and very soon on the walls as well. Those in Gaul were lost together with the churches that housed them, and so we can only judge of them by contemporary descriptions and by surviving examples, especially in Italy, which was in close contact with Gaul at this time”.

3 Mi riferisco all’edizione critica curata da B. Krusch, Gregorii Episcopi Turonensis miracula et opera minora, MGH srm, I 2, Hannoverae 1885, rist. 1969. Sui limiti del lavoro dell’editore tedesco si veda, da ultimo, l’acuta e documentata analisi di G. Orlandi, Un dilemma editoriale: ortografia e morfologia nelle “Historiae” di Gregorio di Tours, in “Filologia mediolatina” 3 (1996) 35-71.

4 “Mulier, quae in basilicam illam … in cathedra resedens, parvulum in sinu gestat infantem, haec me pallio suo, ne ignis voraret, operuit”

5 Sintesi dei lavori della Commissione tecnico-scientifica incaricata dal Ministero della Pubblica Istruzione di individuare le conoscenze fondamentali su cui si baserà l’apprendimento dei giovani nella scuola italiana nei prossimi decenni”, a cura di Roberto Maragliano (13/5/97).
Il documento é disponibile presso: http://www.edscuola.com nel settore Archivio.

6 Cfr. L. Landi, La scuola senza pareti. Come cambia la didattica nell’era telematica, in Didattica, Societa’, Cultura, Mercato: le nuove frontiere di InternetAtti del Convegno NIR-IT ’98  (Milano 13-14-15 gennaio 1998), CD-Rom n. 10 di PC Interactive – Mondadori, 1998 e in  Quipo Web, marzo 1998, pp.14-20.