Insegnare nell’era dell’intelligenza artificiale: un catalogo di formazione per le scuole, costruito con metodo
Alliand Formazione · categoria: Formazione docenti, PNRR, Intelligenza artificiale · tempo di lettura: 4 minuti
Da qualche anno pubblico sul sito di Alliand Formazione un catalogo di percorsi sull’intelligenza artificiale per le scuole. Non è stato costruito in fretta, sull’onda dell’interesse del momento, e non nasce da una lettura superficiale del tema. Nasce da anni di lavoro nella formazione dei docenti, dalla ricerca universitaria sulla didattica e sui media digitali e da una convinzione di fondo che vale la pena esplicitare: la tecnologia, da sola, non forma nessuno. Forma chi sa usarla dentro una progettazione intenzionale e chi capisce perché la usa.
Il catalogo risponde a una situazione concreta: da un lato, il Decreto ministeriale 219 del novembre 2025 con il finanziamento PNRR – Investimento 2.1 per percorsi formativi del personale scolastico sull’IA, dall’altro, l’articolo 4 del Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act, 2024/1689) con la richiesta alle istituzioni che utilizzano sistemi IA di garantire al proprio personale un livello sufficiente di competenza entro agosto 2026. Le scuole italiane rientrano in questa categoria, anche se non ne sono sempre consapevoli.
Il catalogo parte da lì: dal percorso di ingresso per chi non ha mai utilizzato uno strumento generativo, fino al corso di AI literacy, strutturato in moduli espliciti su normativa, rischi, protezione dei dati e uso responsabile. Entrambi i percorsi sono previsti, in alternativa, per l’assolvimento dell’obbligo formativo di cui all’art. 4 dell’AI Act. Tutti i corsi sono allineati al DigComp 3.0, il framework europeo sulle competenze digitali dei cittadini, e al DigCompEdu per i docenti e rispettano le “Linee guida sull’IA nelle scuole” adottate dal Ministero dell’istruzione e del merito con il decreto 166 del 2025.
L’offerta copre tutti gli ordini e gradi, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado, inclusi i CPIA, non perché si voglia fare un catalogo enciclopedico, ma perché i bisogni sono davvero diversi a seconda del ciclo. Un educatore di infanzia che si chiede come rispondere alle curiosità dei bambini sull’IA ha bisogno di strumenti completamente diversi rispetto a un docente di liceo che si interroga su come progettare una verifica autentica o su come affrontare le questioni fondamentali di Etica. Per questo sono stati costruiti percorsi distinti per entrambi.
Una parte del catalogo che mi è particolarmente cara riguarda le discipline umanistiche. Italiano, latino, greco, educazione civica sono le discipline che il dibattito pubblico sull’IA tende a ignorare o a trattare come vittime passive della tecnologia. Penso, invece, che la traduzione automatica del latino, per esempio, non sia una minaccia alla didattica delle lingue classiche se il docente sa come usarla, anzi diventa un’occasione per spostare il focus dalla traduzione come prodotto alla traduzione come processo interpretativo e filologico. Le Indicazioni nazionali per la primaria e le nuove indicazioni per i licei hanno già recepito questo orientamento e i percorsi predisposti ci si muovono dentro esplicitamente. Lo stesso vale per l’Educazione civica digitale, che trova nel tema dell’IA uno dei suoi terreni più fecondi e meno esplorati.
C’è poi la questione del metodo. Ogni percorso del catalogo è strutturato con attività laboratoriali, non come sequenza di slide da guardare, perché si parte sempre dal contesto reale della scuola richiedente, dalla programmazione in uso, dai documenti che i docenti producono davvero, guidati da una formatrice professionista con esperienza documentata. Non si tratta di corsi sull’IA tenuti da chi ha scoperto il tema pochi mesi fa, come, purtroppo, accade sempre più spesso con il diffondersi di un’offerta formativa costruita su grandi numeri e logiche esclusivamente commerciali.
Il catalogo completo è sul sito di Alliand Formazione. Se vuoi semplicemente capire cosa è realistico fare con le risorse della tua scuola, puoi scrivere per un colloquio senza impegno. Il catalogo è un punto di partenza, non un menù fisso, perché molti percorsi nascono da una conversazione con il dirigente o con il referente digitale e prendono forma in base a quello che la scuola ha già fatto e a dove vuole arrivare. Alcune scuole partono dall’obbligo normativo e poi scoprono che vogliono andare oltre, altre iniziano da un tema specifico, come, per es., la valutazione, le discipline classiche, l’infanzia, e costruiscono da lì. Non c’è un ordine giusto, ma c’è sempre un punto da cui cominciare.

