Molti docenti che incontro nei corsi di formazione non sanno che il 30 agosto 2025 sono state pubblicate le “Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche (Allegato al DM n. 166/2025)”. Non è solo una lacuna personale, ma, soprattutto, un problema di diffusione. Per questo le presento sinteticamente, sperando di fare un po’ di chiarezza.

Si tratta di un documento chiaro e ben strutturato, che recepisce in modo esplicito sia l’EU AI Act sia il GDPR ed è coerente con le raccomandazioni internazionali, tra cui quelle UNESCO.

Tra i punti di forza: attenzione alla privacy e alla protezione dei dati, centralità del ruolo umano nei processi decisionali, focus concreto sull’uso dei LLM a scuola, governance interna e centrale ben definite, trasparenza, inclusione, cittadinanza digitale e sostenibilità.
La cornice pedagogica è ben delineata, con scenari e suggerimenti d’uso concreti per la didattica e l’apprendimento. Anche i requisiti minimi per i vendor sono chiari.

Da rafforzare, invece, la traduzione operativa su temi complessi come proctoring, explainability e audit di equità, dove le indicazioni restano ancora generali. Sarebbe auspicabile la pubblicazione di template, capitolati e checklist pratiche che accompagnino l’adozione dell’IA su tutto il territorio nazionale, riducendo il rischio che l’applicazione dipenda dalle risorse e dalle competenze dei singoli istituti.

Un passo avanti significativo è stato compiuto. La sfida adesso è trasformare queste linee guida in strumenti concreti per l’innovazione didattica, l’inclusione e lo sviluppo delle competenze digitali e di intelligenza artificiale, non documenti da conoscere, ma pratiche da abitare.