Facciamo un po’ di chiarezza rispetto alle notizie che stanno circolando sui social, in particolare Facebook.

Il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 sulle “Disposizioni attuative in materia di Intelligenza Artificiale” non ha fatto sparire la scadenza del 2 agosto, come se fossimo davanti alla classica soluzione all’italiana di rinviare tutto sine die, ma il provvedimento si inserisce in un percorso coerente con il pacchetto europeo di attuazione e semplificazione dell’AI Act (il cosiddetto “Digital Omnibus on AI”), il quale modifica e semplifica alcuni aspetti dell’AI Act, rinviando in parte alcune scadenze di conformità e alleggerendo parte degli oneri burocratici per le imprese.

Il Digital Omnibus on AI e il rinvio dell’AI Act al 2027

Il 7 maggio 2026 è stato raggiunto, infatti, un accordo politico provvisorio che, dopo la revisione giuridico-linguistica, dovrà essere formalmente ratificato da Consiglio e Parlamento europeo.

Tra i punti principali, quello che interessa più da vicino molte organizzazioni è il rinvio dell’applicazione ai sistemi di AI ad alto rischio “standalone” al 2 dicembre 2027, scadenza che va intesa come parte della gradualità di applicazione dell’AI Act e non come rinvio unico già definitivamente consolidato. La precedente scadenza era fissata ad agosto 2026; si tratta, perciò, di uno slittamento di 16 mesi.

Accanto a questo, meritano attenzione anche due ulteriori novità:

– l’obbligo di marcatura dei contenuti generati o significativamente modificati dall’AI (con termine fissato al 2 novembre 2026, dato che può variare in base alla versione finale del testo europeo)
– e il nuovo divieto relativo alla generazione tramite AI di contenuti sessuali non consensuali e materiale CSAM, comprese le cosiddette “nudification apps” (regole stringenti e nuovi divieti legati alla sicurezza di genere e alla protezione dei minori).

Obbligo AI Literacy nelle scuole: perché la formazione non è rimandata

Gli obblighi di AI Literacy, invece, sono in vigore dal 2 febbraio 2025, in coerenza con l’entrata in applicazione dell’articolo 4 dell’AI Act. Esso impone l’alfabetizzazione obbligatoria in materia di intelligenza artificiale, una misura che non è stata posticipata perché l’Europa ritiene fondamentale che chiunque utilizzi questi strumenti sia consapevole dei rischi e delle opportunità.

La formazione non può essere rimandata: dall’entrata in vigore dell’articolo 4, le autorità competenti avviano progressivamente le attività di vigilanza, senza attendere un’unica deadline sanzionatoria. La misura coinvolge tutti i fornitori (providers) e gli utilizzatori professionali (deployers) di sistemi di IA, come le istituzioni scolastiche. Le organizzazioni devono adottare misure concrete per garantire che il proprio personale possieda un livello sufficiente di competenze, conoscenze tecniche ed etiche sull’IA (formazione obbligatoria sull’intelligenza artificiale per il personale docente e amministrativo).

Non serve una certificazione formale, ma gli enti devono mappare le IA utilizzate nei propri processi, valutare l’esposizione del personale e predisporre piani di formazione interni tracciabili.

Contattami per adempiere all’obbligo AI Literacy nella scuola.

Infografica riassuntiva sulle scadenze AI Act e obbligo AI Literacy nelle scuole

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