Oltre la tecnofilia. L’IA come infrastruttura democratica
Con l’entrata in vigore dell’AI Act a livello europeo e il costante aggiornamento dei framework sulle competenze digitali, come il DigComp 3.0, l’intelligenza artificiale sta smettendo di essere un semplice “tool” didattico, trasformandosi in una vera e propria infrastruttura della nostra vita democratica.
Questo significa che il nodo centrale che la scuola deve affrontare oggi non è più focalizzato sul “come si usa” un software, ma su come educhiamo le nuove generazioni a rimanere soggetti consapevoli e attivi all’interno di un sistema governato dagli algoritmi.
Abbracciare una tecnofilia acritica, che accetta l’innovazione solo perché “nuova”, è un rischio enorme, che comporta il delegare implicitamente le scelte educative e i modelli di pensiero alle grandi aziende tecnologiche. La scuola ha invece il compito di rimettere al centro i diritti umani e la cittadinanza.
Una chiara governance educativa e normativa per i docenti
Chi vive la scuola ogni giorno sa che docenti e dirigenti si trovano spesso in una terra di nessuno, con, da un lato, la pressione istituzionale a digitalizzare, dall’altro, la mancanza di una chiara governance che tuteli la privacy degli studenti e la libertà di insegnamento.
Le nuove linee guida ministeriali tracciano una rotta, ma i nodi normativi da sciogliere sul campo sono ancora complessi ed è per questo necessario passare dall’emergenza della sperimentazione a una gestione strutturata e consapevole.

